Quello di Tully è un caso importante non solo per gli studiosi dei cerchi nel grano ma anche per chi si occupa di U.F.O. Anzi è stato proprio questo caso a legare in maniera indissolubile nella mentalità comune questi due fenomeni. Legame che, tengo a precisare, non è per nulla scontato.
Citato pure da Dave Chorley e Doug Bower come fonte d'ispirazione per le loro creazioni, il cerchio o meglio i cerchi di Tully presentano importanti differenze rispetto alle successive manifestazioni del fenomeno: anzitutto sono stati realizzati in un canneto di palude anziché in un campo coltivato e poi c'è una correlazione diretta tra questi e l'avvistamento di un UFO (Cosa che avviene meno spesso di quanto si immagini).
Questo caso riveste molta importanza nella letteratura, tant'è che Tully è considerata la Roswell australiana, e può essere definito a buon diritto come un incontro ravvicinato del secondo tipo, secondo la classificazione di Haynek. Bisogna sottolineare però che l'avvistamento è stato effettuato da un solo testimone il quale non ha scattato alcuna fotografia e pertanto le uniche prove a disposizione sono la sua testimonianza, che per quanto in buona fede potrebbe non essere del tutto attendibile.
Ora passiamo ad analizzare in dettaglio i vari elementi della vicenda.
IL LUOGO
Sebbene si parli dei "nidi di Tully" in realtà il fatto è avvenuto molto più vicino alla cittadina di Euramo che si trova a sud di Tully. In particolare il luogo è chiamato "Horseshoe Lagoon", letteralmente laguna a ferro di cavallo (vedi immagine).
La palude, all'epoca dell'evento, misurava circa 30 metri di lunghezza, 13 metri di larghezza e 2 metri di profondità con un fondale argilloso. La superficie era quasi completamente ricoperta da un canneto, gli steli del quale avevano un diametro di mezzo pollice e si ergevano dal pelo dell'acqua per un altezza di circa 70/80 centimetri.
La palude, come suggerisce il nome stesso, ha una forma ad U ed è circondata da macchie di erba alta e alberi. Tutt'attorno si estende per oltre 6 chilometri una pianura, sulla quale dominano piccole foreste e canne da zucchero.
La zona era parte della proprietà di Albert Pennesi, che abitava a circa 2 chilometri a nord dalla palude. Dalla sua abitazione tuttavia una linea di alberi ne ostruiva la visione.
IL FATTO
Tutto comincia il 19/01/66 alle 09.00 am.
George Pedley, un coltivatore di banane di Euramo, stava guidando il suo trattore nella proprietà di Pennisi, quando all'improvviso sentì un forte sibilo (Talmente forte da sovrastare il rumore del trattore) che egli descrisse come "aria che fuoriesce da un copertone." Scese dal mezzo per controllare che tutto fosse in ordine allorchè la sua attenzione fu catturata da un oggetto che saliva in volo, in direzione della laguna. Contrariamente a quello che scrissero i giornali, egli non vide l'oggetto decollare dalla palude ma lo ipotizzò. Infatti quando lo avvistò esso era già all'altezza delle cime degli alberi, a circa 10 metri d'altezza, e si stava alzando in verticale.
Pedley descrisse l'oggetto come un disco ("due piatti capovolti l'uno contro l'altro), privo di finestrini, porte o antenne. Era di colore grigiastro e non mostrava alcuna forma di vita. L'oggetto era grande, Pedley stimò che fosse lungo 7 metri e alto 3 metri.
Il disco si alzò in verticale di altri 10 metri, poi si inclinò e partì a velocità incredibile verso sud-est con un inclinazione di 45°. In seguito Pedley riferì la presenza di un odore simile allo zolfo dopo la partenza del misterioso U.F.O.
L'avvistamento durò circa 4 secondi.
IL PRIMO CERCHIO
Pedley, sebbene scioccato da ciò che aveva appena visto, risalì sul trattore e si diresse verso la palude da dova ipotizzava fosse decollato il disco. Quando raggiunse la riva, dal punto da dove l'oggetto presumibilmente si era alzato, vide una grande area circolare in mezzo alla vegetazione. Il cerchio era sgombro dalle canne e l'acqua girava lentamente in senso orario.
Quando Pedley tornò al trattore si accorse che il motore era spento nonostante egli fosse sicuro di averlo lasciato acceso (Era infatti abitudine dei contadini non spegnere il motore nelle brevi soste). Inoltre gli ci vollero più di un tentativo per riuscire a riaccenderlo.
Verso mezzogiorno tornò alla palude e notò che le canne all'interno del cerchio erano riemerse e si erano disposte in forma radiale, in senso orario. Le canne erano ancora di colore verde, come le altre tutt'attorno.
Nel tardo pomeriggio Bedley accompagnò Pennesi e un amico sul luogo, per mostrare loro cosa aveva trovato. Entrambi rimasero sbigottiti.
Pennesi entrò in acqua e si diresse verso il cerchio. Qui notò che il fondale era libero e smosso. Le canne quindi erano state strappate dal fondo. Un altra importante osservazione che fanno i tre uomini è il fatto che le canne perimetrali del cerchio sono piegate, dando l'idea che la figura sia stata impressa da un grande oggetto a forma di piatto circolare, con i bordi più alti rispetto al centro.
Un altro dato importante riguarda il colore delle canne strappate e lasciate a galleggiare nel cerchio; queste infatti erano diventate marroni in meno di otto ore dal primo avvistamento di Pedley. Un fatto che rende difficile spiegare le cause della morte delle piante, come vedremo in seguito.
Pennisi tornò alla sua abitazione per recuperare una macchina fotografica e scattare alcune fotografie.
ALTRE TRACCE
Dopo il primo ritrovamento, nei giorni seguenti, la zona fu invasa da curiosi e giornalisti e furono trovate numerose altre tracce. Vediamole brevemente:
- A circa 2 metri a nord del primo cerchio fu trovata una forma rettangolare lunga 1,5/2 metri. Le canne erano state tagliate al livello dell'acqua e gettate altrove.
- Christine Rounland, la moglie di un amico di Pendley, scovò delle strane impronte sul terreno in un campo arato non molto lontano dalla palude. Le tracce, lunghe 9/10 cm e con un diametro di circa 2 cm, avevano la forma di una lacrima. Erano disposte in linea retta a 30 cm l'una dall'altra.
- Sul fondale sotto al primo cerchio vennero rinvenute 3 grandi buche. Forse il segno lasciato dai denti di un tripode.
- Il 20 gennaio furono trovati 2 cerchi più piccoli. Le canne erano state appiattite e non strappate. In uno la disposizione radiale delle canne era in senso orario nell'altro invece in senso antiorario.
- Una settimana dopo furono rinvenuti altri 3 cerchi. Tutti con le canne appiattite in senso antiorario. Uno di essi presentava delle bruciature nel centro.
Dei campioni di fango, acqua e canne furono raccolti e inviati al dipartimento di fisica e botanica dell'università del Queensland dove furono analizzati. Non fu trovato nulla di anomalo e il livello di radiazione era nella norma.
Secondo le analisi le piante morirono a causa nell'immersione prolungata nell'acqua stagnante e infatti non fu trovato nessun segno di parassiti o malattie. Tuttavia il processo sembra essere stato accelerato in qualche modo. Test successivi hanno dimostrato che il mutamento di colore da verde a marrone impiega, nelle medesime condizioni, circa 3 giorni, qui invece è avvenuto in meno di 8 ore. Non è stata data alcuna spiegazione a questo fenomeno.
Pennesi, il proprietario del terreno dove avvenne il fatto, fece una testimonianza di fatti insoliti avvenuti nei giorni precedenti l'avvistamento di Pedley. Egli riferì di aver sognato ripetutamente un disco volante che si aggirava nella sua proprietà. Inoltre dichiarò che la notte del 19 gennaio il suo cani divenne agitato e nervoso. Abbaiava in direzione della laguna.
Sebbene sia una notizia dallo scarso valore fattuale l'ho inclusa in questo resoconto per motivi di completezza. Infatti potrebbe essere più importante di quanto non si pensi. (IR4?)
Pennesi, il proprietario del terreno dove avvenne il fatto, fece una testimonianza di fatti insoliti avvenuti nei giorni precedenti l'avvistamento di Pedley. Egli riferì di aver sognato ripetutamente un disco volante che si aggirava nella sua proprietà. Inoltre dichiarò che la notte del 19 gennaio il suo cani divenne agitato e nervoso. Abbaiava in direzione della laguna.
Sebbene sia una notizia dallo scarso valore fattuale l'ho inclusa in questo resoconto per motivi di completezza. Infatti potrebbe essere più importante di quanto non si pensi. (IR4?)
CONCLUSIONI
Sebbene il caso di Tully appaia molto intrigante, tuttavia i dati a nostra disposizione non sono sufficienti a dimostrare che si sia trattato di un caso di IR2. Tutta la vicenda si basa sulla testimonianza dell'avvistamento di un UFO da parte di Pedley, il resto viene di conseguenza. Nulla ci vieta di pensare che sia stata tutta una montatura ideata per attirare l'attenzione. Personalmente lo credo poco probabile.
Le ipotesi formulate all'epoca furono varie ma nessuna appare del tutto convincente. Dall'atterraggio di un disco volante fino ai vortici di vento, nessuna di esse collima perfettamente con i pochi dati a disposizione.
Questo caso è importante sopratutto per lo scalpore e l'attenzione mediatica che ha suscitato.
Ha creato un precedente che lega due fenomeni, UFO e crop circle, in un unica soluzione e quest'intreccio si dimostra forte ancora oggi.
Ha creato un precedente che lega due fenomeni, UFO e crop circle, in un unica soluzione e quest'intreccio si dimostra forte ancora oggi.
Questo caso mi è sfuggito in questi 55 anni di ricerca della vita aliena.
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